Di Gaia Ravazzi
Nulla si crea, nulla si distrugge

Ricordate la regola di conservazione della massa? Applicatela alla moda ed ecco che nasce il gruppo Fb “Svuota l’armadio”

Federica Romanazzi ha avuto l’idea del secolo: aprire un gruppo Facebook dove è possibile vendere e scambiare i propri vestiti tra privati, semplicemente per liberarsi di quelle cose nell’armadio che restano appese e mai indossate. La comunità è diventata sempre più forte, raggiungendo un numero altissimo di iscritte e coronando un sogno che riguarda un obiettivo più alto del semplice armadio svuotato: contribuire in maniera ecologica ad un’inversione di tendenza per contrastare la società consumista in cui viviamo.

 

Da cosa nasce la tua idea di creare un gruppo per vendere/scambiare vestiti? L’idea di “Svuota l’armadio” è nata nel dicembre 2013, un po’ per gioco e soprattutto da una necessità personale di liberarmi dei tanti vestiti che non mettevo più e che riempivano il mio armadio. Ero una studentessa universitaria e, come tutte le ragazze della mia età, compravo capi d’abbigliamento senza rifletterci troppo, accumulando roba per poi pentirmene il giorno dopo l’acquisto. Ho pensato di creare un gruppo su Facebook e l’idea ha avuto un grande successo. Il gruppo di Roma è cresciuto a macchia d’olio grazie al passaparola tra le ragazze (oggi conta circa 40mila membri) e così ho deciso di lanciare l’iniziativa in tutte le più grandi città italiane. Per trovarlo basta cercare il gruppo della propria città Svuota l’armadio – nome della città. Il gruppo originale è riconoscibile da una stampella bianca su sfondo nero con la scritta "Svuota l’armadio".

 

Quali sono i momenti in cui ti senti più soddisfatta di aver realizzato questa tua idea? Quando le ragazze mi dicono che grazie al gruppo hanno potuto pagare l’ultima salatissima tassa universitaria, oppure quando mi dicono di aver conosciuto sul gruppo la loro nuova migliore amica.

In effetti “Svuota l’armadio” non è solo un gruppo di semplice compravendita di abbigliamento, ma è diventato una grande comunità: le ragazze si incontrano, prendono un caffè insieme, si chiedono consigli, insomma, si creano dei veri e propri legami di amicizia che vanno oltre il virtuale. Questo mi rende davvero orgogliosa!

 

Secondo te qual è la cosa più bella del comprare un capo di seconda mano? C’è anche un discorso ecologico dietro. Io sono appassionata di ecologia e natura e lavoro in un’associazione di protezione ambientale, per cui penso sempre che dare una seconda vita ad un capo sia essenziale, specialmente nella società consumista in cui viviamo. È importante sostenere il riciclo per attenuare l’impatto che il consumismo attuale ha sulla natura e sull’ambiente in cui viviamo. La maggior parte delle grandi marche d’abbigliamento, infatti, produce i propri capi in condizioni poco sostenibili, per non parlare delle condizioni di lavoro deplorevoli a cui sono sottoposti gli operai. Quindi è sicuramente meglio comprare un capo di seconda mano piuttosto che uno nuovo!

Tre motivi per iscriversi subito a "Svuota l’Armadio"?

Guadagnare qualcosa liberandosi di ciò che non si usa più, fare tante nuove amicizie e scambiarsi consigli, rifarsi il guardaroba a prezzi piccolissimi.

Tutta colpa delle passerelle?
La guerra dell’apparire chiama in causa la grande imputata, “la Moda”.
Il "mito" di photoshop e la finta perfezione
“Si compete con l’irreale. Siamo bombardati da immagini che rimandano alla perfezione non umana."