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Di Fabio Canessa Eleonora Priori
on the road

Vi mandiamo a quel paese
L’Europa non si gira solo con l’Erasmus, ma anche attraverso una fitta rete di scambi più brevi rivolti a universitari e non. Pronti a partire?

C'è chi i giovani li manda a quel paese. Nel senso buono. È il caso di YEAST, un’associazione che guida i giovani attraverso un’esperienza che non dimenticheranno facilmente. Una o due settimane a contatto con ragazzi di nazionalità diverse, a volte ai confini dell’Europa, prendendo parte a comuni progetti formativi, che spaziano dalla cittadinanza attiva, all’ambiente, alla musica. Un’esperienza possibile grazie ai tantissimi progetti di mobilità che offre l’Unione europea: non sempre, però, è facile intercettare queste opportunità e associazioni come YEAST svolgono proprio questo ruolo. E così, proprio rivolgendosi a YEAST, Nicola Damassino ed Elettra Antognetti sono partiti per un viaggio che si è rivelato per loro molto importante. Soprattutto
se lasci a casa le tue certezze e ti trovi in un Paese diviso a metà, con tutte le difficoltà del caso. A marzo Elettra e Nicola sono infatti partiti per Cipro, l’isola del Mediterraneo divisa a metà fra greci e turchi.
Com’è stato il primo impatto? Avete vissuto episodi shockanti?
Shockanti no. Tra noi si parlava inglese, il livello in generale era buono, quindi ci si rapportava senza difficoltà. Certo, parlando coi ciprioti si comprendono il loro stile di vita e i loro problemi. Nicosia è una capitale divisa in due: c’è un muro che separa la parte greca da quella turca. Ci insegna una realtà a noi paradossale e sconosciuta. Un conto è leggerla sui libri o sui giornali, ben diverso è viverla di persona.
Che analogie e differenze avete trovato con la cultura locale?
Cipro è un Paese mediterraneo, siamo praticamente cugini. La cultura di base è quella greca. Nella parte più vicina all’occidente ci siamo sentiti a casa, le abitudini sono simili alle nostre. Viceversa, oltre il checkpoint che divide Nicosia, le differenze aumentano. L’atmosfera è diversa, orientale, il gap culturale diventa più marcato, le diversità si vivono in maniera un po’ più pesante.
Parliamo delle attività che avete svolto durante lo scambio.
Ci siamo trovati a tu per tu con ragazzi di tutta Europa per provare in prima persona le dinamiche dei dibattiti nel Parlamento europeo. La nostra era una classe di venticinque persone, tutte provenienti da diversi Stati membri. Dovevamo simulare vere e proprie sedute e discutere tematiche di interesse generale. Abbiamo affrontato questioni di grande attualità, come la discriminazione delle donne sul lavoro a livello europeo e nazionale e la legalizzazione delle droghe leggere. Hanno organizzato anche un’uscita alla European House, la sede della Commissione Europea a Nicosia, dove abbiamo potuto rivolgere domande ad alcuni esperti.
Perché la scelta è ricaduta proprio su questo progetto?
Abbiamo soggiornato a Cipro dal 21 al 27 marzo scorsi, a due mesi dalle elezioni europee. Oltre alla voglia di esplorare una realtà nuova, c’era il vantaggio di poter approfondire temi di politica europea: il tema dello scambio era appunto l’Ue. E poi i nostri interessi personali, il background di studi. Un’esperienza davvero formativa, che consigliamo a tutti.
La vostra esperienza in una frase.
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