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Di Camilla Gaggero
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Genova è una città fragile
11 ottobre 2014: ed è di nuovo rabbia

Ogni bambino è convinto che la sua mamma sia perfetta. È un mito dell'infanzia che non dovrebbe mai essere distrutto. Allo stesso modo ogni uomo ha il diritto di sentire la propria casa come un luogo sicuro. Un luogo in cui trovare rifugio dai mali del mondo: niente e nessuno deve turbare questa pace. La stessa tranquillità deve regnare nella città, che deve essere indistruttibile, una fortezza inespugnabile.
Tutte queste certezze però crollano quando le strade della tua amata città diventano letti dei fiumi e ti si allaga la casa. Solo in quel momento comprendi quanto siano fragili gli oggetti che ti circondano e la tua stessa vita: o salvi la foto con tua moglie il giorno del matrimonio o te stesso. Nemmeno la macchina comprata con tanti sacrifici si salva: viene sommersa dal fango come tutto il resto.
Questo è quanto successo a Genova l'11 ottobre e dati come 1 vittima, 2400 attività chiuse, oltre 200 milioni di danni non rendono appieno la tragedia vissuta dai Genovesi. C'è chi ha perso veramente tutto. È stato distrutto per sempre il mito della sicurezza della casa e della città: Genova è fragile, bisogna prenderne dolorosamente atto.
E allora non rimane che la rabbia. Rabbia perché non è possibile che una città venga sommersa dal fango ogni volta che piove eccessivamente, rabbia perché nessuno ha dato l'allarme in tempo e soprattutto rabbia nei confronti delle istituzioni che non hanno fatto nulla per evitare l'ennesima catastrofe.
La rabbia però non è sufficiente, non porta a nessun risultato per cui bisogna sopperire alle mancanze altrui con la buona volontà di prendere la pala in mano e ripulire le strade.
Anche il governo oltre ai cittadini dovrà rimboccarsi le maniche e costruire il prima possibile le opere necessarie a rendere meno fragile il territorio. Sicuramente il tempo sarà tanto, così come quello che i Genovesi dovranno impiegare per non avere più il terrore che ogni volta che piove la propria città e la propria casa si trasformino in una tomba.
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