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In questa sezione raccogliamo tutte le vostre storie di vita quotidiana, tra gite di classe, uscite con gli amici, notti da ricordare: in una parola, i ritratti di una generazione. Per noi i vostri racconti sono davvero importanti: scriveteci a redazione.roma@zai.net
Di Alessandro Bai
on the road

Sognando la California
Un viaggio studio può riservare grandi emozioni, soprattutto se è negli USA, la terra dove tutto è possibile. Alessandro ci racconta la sua estate nel Paese delle “star”

Volete descrivere la vostra vacanza più speciale: da dove iniziate? Vi arrendete al classico: “non ci sono parole”? È un’opzione. Io però ho deciso di trovarle, le parole, o almeno di provarci.
Ho cercato di valutare diversi elementi: la compagnia, il luogo, l’ospitalità, ma il mio viaggio è stato un mix talmente perfetto di tutto questo che non avrebbe senso scinderlo.
Le destinazioni per una vacanza con queste caratteristiche? Ovviamente negli USA: la California, San Diego, che per un diciassettenne con qualche esperienza europea e al massimo sudamericana rappresentavano davvero terre da scoprire. Partenza fissata il sei luglio, ma in verità l’avventura inizia ben prima, precisamente da febbraio, quando la scuola, che organizzava il viaggio, decide di indire un’estrazione per sorteggiare i 30 fortunati partecipanti, visto che le iscrizioni erano state decisamente troppe. Vengo estratto ventisettesimo, e in qualche modo percepisco di dovere essere grato a quella fortuna per quello che avrei vissuto.
Luglio arriva in fretta: dopo parecchie ore di aereo possiamo finalmente dire di essere in America. A farlo capire ci sono soprattutto i poliziotti che ti prendono le impronte digitali e ti inquadrano il volto con una webcam. D’altronde, siamo anche nel paese dell’11 settembre, e poi siamo talmente in fibrillazione che persino questo risulta affascinante. All’aeroporto ci attendono le diverse famiglie che ci ospiteranno in questo periodo: ci dividono e ci portano a casa, ancora un po’ storditi dal lungo volo, ma abbastanza lucidi per rimanere a bocca aperta davanti alle loro abitazioni. La mia? Immensa, stupenda: tre camere, sala e cucina enormi e un giardino con tanto di scivolo e altalena, un laghetto e una Jacuzzi, che per tre settimane accompagnerà le nostre serate.
Da qui inizia la nostra vita da americani, con lezioni la mattina, uscite organizzate o pomeriggi liberi. Una vita alla scoperta di una terra che non è come tutte le altre, dove la gente possiede pistole in casa, dove la Coca Cola costa meno dell’acqua, dove le autostrade hanno sei corsie e dove alle 8 di mattina, sui tram, incontri pendolari che mangiano panini lunghi mezzo metro.
Credo veramente che non si possa non amare la California, con quel suo clima né troppo caldo né troppo freddo, che ti dà l’impressione di poter andare in giro in felpa per 12 mesi.
Alla fine della seconda settimana si cambia aria: per un weekend visiteremo Los Angeles, scopriremo Disneyland e il distretto di Hollywood. La sera prima di partire, a cena ordiniamo nella nostra camera di hotel una pizza gigante, divisa in “slices” proprio come nei film: d’altronde qui funziona così.
Prima di lasciare L.A. c’è tempo per altre emozioni: dopo aver visto la scritta “Hollywood” sulla celebre collina e aver camminato sulla “Walk of fame” pensi davvero di non poter volere di più.
Non è facile raccontare le sensazioni di un viaggio del genere, me ne rendo conto, ma in fondo capitano a tutti esperienze simili: il mio obiettivo è solo quello di toccare quelle corde che risveglino le vostre emozioni.
E ora: come concludereste la descrizione della vostra vacanza più speciale? Io mi fermerei al classico “non ci sono parole”!
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