Di Maria Chiara Parisi
Vincenzo Sapadafora

L’agenda economica parli anche di minori
OPINIONI. INTERVISTA A VINCENZO SPADAFORA, GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA

La Presidente della Camera Laura Boldrini ha affermato che c’è l’esigenza di ascoltare di più i bambini: cosa chiedono?
Chiedono un ascolto non mediato, non strumentalizzato. A volte i ragazzi sono fin troppo preparati a partecipare, ma alla maniera degli adulti. Invece vanno lasciati liberi di esprimersi con la semplicità
che si ha alla loro età. Questo è un valore aggiunto che va considerato ad esempio nei processi minorili, nei conflitti familiari o in tutte quelle occasioni dove ascoltare può fare la differenza. È necessario quindi che l’adulto lo faccia in modo non prevenuto o condizionato e si renda conto di quello che gli è stato raccontato.
Siamo in tempi di crisi economica: ma qual è la crisi dei bambini? Quanto può influenzare indirettamente episodi di violenza il cyberbullismo e la prostituzione minorile?
La crisi sta indebolendo in maniera molto forte le famiglie e quindi anche i bambini e gli adolescenti: due milioni di loro vivono in famiglie povere, di cui seicentomila poverissime. È un errore enorme del Governo, di questo come di quelli precedenti, non intervenire come hanno fatto in altri Paesi europei, dove i fondi per le famiglie non sono stati tagliati. Per quanto riguarda violenze su e fra minori, a mio parere fanno parte di una povertà culturale, più che materiale. C’è bisogno di una forte azione per combattere fenomeni di questo tipo: da una parte parlando e spiegando le regole ai ragazzi e dall’altra trattando con adulti consapevoli.
Quali sono le iniziative dell’ente nei confronti del diritto allo studio, spesso colpito dalle spending review? Le nostre sono iniziative di stimolo, di analisi e di proposta nei confronti del Governo. Abbiamo chiesto di cercare di non tagliare i fondi per la scuola sia in termini di formazione del personale scolastico, che per l’aggiornamento dei programmi. Bisogna avere una scuola che sia capace di preparare i ragazzi al mondo del lavoro e al loro futuro. Abbiamo apprezzato molto che il Presidente del Consiglio abbia lanciato una proposta di ristrutturazione delle scuole, quindi speriamo in un impegno concreto. La scuola è uno dei tasselli più importanti insieme a quello della famiglia: ad essa vanno dati gli strumenti concreti per poter lavorare bene.
Qual è la situazione europea dei diritti dei bambini e degli adolescenti?
La situazione in questa Europa allargata varia molto: da una parte ci sono Paesi con una tradizione ben consolidata su questi temi, dall’altra ci sono quelli dove i bambini e gli adolescenti non godono di tutti i diritti. I Paesi scandinavi rappresentano un punto di eccellenza, ma anche Francia e Germania, Stati attraversati da una crisi economica importante, hanno comunque capito che investire sui ragazzi significa aiutare il Paese ad uscire dalla crisi. In Italia la povertà culturale, come quella materiale, ormai si eredita, poiché indipendentemente dai partiti si è tagliato sulle politiche sociali. Mi auguro che anche in Italia parlare di bambini ed adolescenti rientri al più presto nei temi economici.
Se lei fosse un bambino cosa chiederebbe oggi all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza?
Se fossi un bambino io chiederei il diritto al gioco. Ormai in questo Paese anche i più piccoli sono sempre incollati agli smartphone: hanno molte connessioni, ma poche relazioni umane. Si dovrebbe ritornare a giocare per strada riconquistando tanti spazi ormai abbandonati delle città. E poi vorrei vivere questa parte di vita con la serenità che un bambino deve poter pretendere, sperando che ci sia qualche adulto che si occupi di me.
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