Attualità
Apre a Roma l’ausilioteca inclusiva per un’educazione senza ostacoli
Ti immagini se in ogni scuola ci fossero attrezzature tecnologiche in grado di mettere tutti sullo stesso piano? Software per l’apprendimento personalizzato e hardware in grado di oltrepassare barriere fisiche e cognitive?
Redazione | 5 aprile 2025

A Roma, nel Municipio III, grazie al progetto Aracne, c’è un’ausilioteca che mette a disposizione di minori in condizione di povertà educativa o con disabilità, attrezzature tecnologiche per una didattica multimediale e personalizzata: tastiere e mouse facilitati, schermi touch e LIM, programmi per agevolare lo studio di ragazze e ragazzi con disturbi dell’apprendimento o disabilità. In questo modo, l’aula diventa un ambiente educativo inclusivo e stimolante che usa la tecnologia come mezzo e non come fine.

Attualmente, per la didattica multimediale, le scuole si affidano ai Centri Territoriali di Supporto (CTS), che nascono come reti territoriali nelle quali i docenti – anche con il coinvolgimento di enti locali e associazioni – sostengono la diffusione degli ausili e dei sussidi didattici, con l’obiettivo di migliorare, mediante le nuove Tecnologie Assistive e programmi per facilitare lo studio e la comunicazione, l’integrazione e l’inclusione scolastica degli studenti con abilità diverse. Eppure, i benefici dei CTS in questo campo, sono piuttosto limitati: le scuole, che grazie ai finanziamenti a pioggia del PNRR si stanno dotando di visori, stampanti 3D e costosissimi laboratori professionali, avrebbero piuttosto bisogno di una tecnologica inclusiva permanente all’interno degli istituti.

Parliamo di un paese in cui più di una scuola su quattro definisce insufficiente la dotazione di postazioni informatiche per supportare le persone disabili; questa carenza aumenta nel Mezzogiorno dove una scuola su tre segnala tale problematica. Tra gli ordini scolastici, ne risulta maggiormente sprovvista la scuola primaria (con il 31% delle scuole con postazioni insufficienti), mentre le scuole dell’infanzia che utilizzano strumenti informatici specifici per le attività svolte dai più piccoli sono il 27%, con minime differenze a livello territoriale, come riportano i dati Istat 2022-23. Per favorire una didattica inclusiva è importante che le postazioni informatiche, adattate alle esigenze degli alunni con disabilità o disturbi dell’apprendimento, vengano collocate all’interno della classe. Il loro posizionamento in ambienti esterni impedisce infatti la didattica insieme al gruppo dei coetanei e limita le relazioni tra i ragazzi. Tra le scuole che dispongono di postazioni informatiche, la collocazione in classe si registra nel 48% dei casi, quota che scende nel Mezzogiorno con punte minime in Puglia (37%). Il rimanente 52% dei plessi scolastici dispone di queste tecnologie solo in ambienti esterni (laboratori o aule per il sostegno). Negli ultimi cinque anni si osserva un discreto miglioramento: le scuole dotate di postazioni in classe sono passate dal 37% al 48%, tra queste però, una scuola su quattro ritiene che la dotazione non sia sufficiente a soddisfare la domanda.

Grazie al progetto Aracne - La Rete che Include, finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il Contrasto alla Povertà Educativa, l’ausilioteca del Polo Inclusivo Sperimentale ha attivato una sperimentazione a cura del partner Ergoproject, un gruppo di ricercatori che gestisce progetti di ricerca con diverse tecnologie e approcci relazionali per una piena inclusione: i minori con fragilità del Municipio e i loro operatori vengono accompagnati gratuitamente da esperti nell’apprendimento delle strumentazioni più adatte a rendere lo studio accessibile a tutti e tutte, nella convinzione che, solo posizionati tutti sullo stesso punto di partenza, si possa realmente correre alla stessa velocità.

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