Uno dei legali del team di difesa di Diddy ha lasciato l’incarico ieri mattina
Anthony Ricco ha mollato. Uno dei sei avvocati di Diddy si è tirato indietro, ritirandosi ufficialmente dal caso ieri mattina. Aveva chiesto di lasciare l’incarico giovedì scorso. Pare che la decisione sia una conseguenza dei dissapori di Ricco con Agnifilo, l’avvocato principale del team di Combs.
Ricco si è ufficialmente ritirato dalla difesa di Diddy nel caso federale di traffico sessuale e racket. Il giudice Arun Subramanian ha accolto la sua richiesta lunedì mattina. “In nessuna circostanza”, ha scritto l’avvocato nella dichiarazione giurata, “posso continuare a svolgere efficacemente il ruolo di legale per Sean Combs. Richiedo rispettosamente, anche se con rammarico, che il tribunale conceda quanto domandato”. Ha inoltre sottolineato che fornire ulteriori dettagli sulla decisione violerebbe il segreto professionale tra avvocato e cliente.
Secondo TMZ, negli ultimi mesi ci sarebbero stati contrasti tra Ricco e l’avvocato principale, Marc Agnifilo, riguardo alla strategia difensiva da adottare; inoltre Ricco sarebbe stato frustrato dal fatto di non poter parlare direttamente con Diddy e, più di tutto, secondo lui il team legale non sarebbe stato pronto in tempo per il processo.
La data di inizio processo per traffico sessuale e racket è stata fissata al 5 maggio. Diddy si è dichiarato non colpevole e continua a sostenere la propria innocenza. Oltre alla causa penale, nell’ultimo anno Puff è stato colpito da decine di cause civili, presentate soprattutto dallo studio legale di Tony Buzbee. Ma dopo il ritiro di una denuncia all’inizio del mese (quella in cui lui e Jay-Z erano accusati di aver stuprato una tredicenne nel 2000), il suo team prevede che anche altre denunce verranno ritirate.
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“Proprio come questa accusa, anche le altre cadranno, perché non contengono alcuna verità”, ha dichiarato un portavoce del team legale di Diddy. “Sean Combs”, ha proseguito, “non ha mai aggredito sessualmente o trafficato nessuno, uomo o donna, adulto o minorenne. Nessuna quantità di cause, accuse sensazionalistiche o spettacoli mediatici potrà cambiare questa realtà. Continueremo a contrastare queste accuse infondate e riterremo responsabili coloro che le hanno promosse. Questa è solo la prima di tante che non reggeranno davanti a un tribunale”.